Zen

La filosofia Zen

 

La parola “zen” deriva dal termine cinese “ch’an” che a sua volta proviene dal sanscrito “dhyana” termine che è comunemente tradotto con “meditazione”.

Alle origini dello zen si situa la leggenda di Bodhidharma, un maestro indiano di alta casta (secondo diverse versioni, di famiglia reale, secondo altre ancora di origine persiana) che si sarebbe presentato in Cina di fronte all’imperatore Wu (che regna dal 502 al 550), convincendolo dell’inutilità delle pratiche buddhiste tradizionali e dell’opportunità di promuovere una nuova forma di meditazione.

Lo Zen non è una tecnica di evasione o di fuga. Al contrario la pratica di zazen, che sviluppa la nostra energia e si concentra sull'istante presente, ci permette di affrontare la realtà quotidiana con una calma, una perspicacia, una obiettività di cui non ci crediamo capaci e che ci sorprendono.

 

Zen e libertà

Trascendere i limiti dei propri conflitti, sentirsi uno con tutti gli altri e comportarsi naturalmente, è la via della libertà. La vera libertà è interiore e sorge dalla pratica di zazen. Naturalmente la coscienza si allarga e appare la fiducia in sé. La nostra vita non è né piccola né stretta né solitaria.
Zen e religione
Lo Zen è l'essenza del buddhismo. Ma, innanzi tutto, è contatto con l'assoluto in noi stessi, risveglio alla realtà al di là delle apparenze visibili, comprensione della nostra natura umana profonda, invisibile. In ciò è universale.

 

Zen e arte

Lo Zen è stato in passato il fermento di un prodigioso rinnovamento culturale, prima in Cina e poi in Giappone. Nelle civilizzazioni dell'Estremo-Oriente, la pittura e la poesia classica hanno in tutti i tempi ispirato numerosi monaci zen. La creazione artistica deriva da una comunione intima con la natura; essa nasce dal distacco dell'artista e della sua percezione dalle strutture nascoste del mondo che lo circonda.

Una tale concezione dell'arte dà il primato assoluto alla spontaneità. Così la pittura e il teatro come la calligrafia zen, devono sgorgare di colpo e non potranno essere né riprese né ritoccate. E pertanto questa spontaneità non si ottiene che a prezzo di una lunga pratica, d'una paziente maturazione interiore.

In Cina, ed ancor più in Giappone, l'influenza dello Zen si è estesa anche alla danza tradizionale e alla Ceramica RAKU.

 

Cosa ne pensano dello zen

"Dal Rinascimento, l'uomo ha definito se stesso come uomo pensante, e non più come uomo vivente... Ma l'uomo vivente è esattamente ciò che si ritrova in zazen."
Prof. Claude LEVI-STRAUSS

"Questo stato non è uno stato alterato della coscienza, ma la vera essenza della coscienza umana che ci conduce a esprimere il nostro equilibrio cerebrale e la nostra saggezza corporea."
Prof. Paul CHAUCHARD

" Quando ho imparato a fare zazen, quando ho imparato la marcia, ho ritrovato, con un linguaggio differente, con una tecnica differente, quello che cercavo, che studiavo da molto tempo."
Maurice BEJART

"Si tratta innanzitutto di un'esperienza.... Né filosofia, né ascesi, né spiritualità, lo Zen è tuttavia tutto ciò in una volta."
Le Monde

"Non c'è mercantilismo religioso o psicologico . Lo Zen non "procura" niente. Non si fa un investimento anche se spirito e corpo si impiegano per riconciliarsi. Lo Zen cerca di essere educazione globale."
L'Express

"Il lavoro dello Zen, è imparare ad aprirsi con tutto il corpo, imparare a far si che tutto il nostro corpo sia in stato di servizio, di disponibilità."
Rèforme

"Zazen non è né austerità né mortificazione. E' il vero accesso alla felicità, alla pace, alla libertà."
Maestro Kodo SAWAKI